L’ENIGMATICA TEORIA DELLA RUOTA DI ORFFYREUS……….. espressa in una singolare interpretazione

 Desidero presentare un’ipotesi unica al mondo, in merito al segreto della ruota di Orffyreus.

In questa sede, ho volutamente omesso a lunghe spiegazioni, in quanto non necessitano a coloro che conoscendo  bene la storia in questione, sapranno comunque capire ( Intelligenti pauca ).

Non sono un esaltato, vivo questa ricerca con impegno, come un compito da realizzare, ma anche con notevole umorismo e flessibilità  mentale.

Comprendo appieno le ragioni abitudinarie e preconcette degli scettici, in quanto è comodo e conveniente, crogiolarsi nel conformismo.

Tuttavia esistono nuovi paradigmi, diversi da quelli propinati ufficialmente;  i quali nuocciono alle trame di potere e all’orgoglio accademico.

Riguardo al plagio, ho adottato opportune precauzioni legali adeguate alla tutela dell’esclusiva della mia idea, la quale rivendico.

All’evenienza, previo un consono accordo, sono favorevole a instaurare una sincera cooperazione con altri seri studiosi, per raggiungere unitamente lo scopo ultimo.

                                         

Triumphans Perpetuum Mobile Orffyreanum

Orffyreus, nel suo libro Triumphans Perpetuum Mobile Orffyreanum,  espone un’enigmatica teoria, come spiegazione del funzionamento della sua invenzione.   Dove la raffigurazione scritta, specialmente in determinati passaggi cruciali, cela dietro l’immagine apparente, o la descrizione evidente, un senso riposto e diverso da quello espresso. Cioè, se presa alla lettera, sembra significare una cosa, mentre in realtà l’autore ne intende un’altra. Tale stesura che si compone frammista, di frasi allegoriche, insieme a parole con valore esclusivamente letterario; forse possiede anche  un messaggio segreto criptato. Comunque, credo che la vera teoria è tutta fra le righe, è nella sintassi, è quello che esiste fra le cifre o tra le parole ottenute. Perciò occorre una notevole empatia con l’autore, per raggiungere un’interpretazione  appropriata.

Apologia Poetica

Fig.2

Mentre nel suo libro dal titolo Apologia Poetica, Orffyreus concentra il segreto del meccanismo in un semplice disegno piatto  riportato nella fig. 2. IL quale se interpretato tridimensionalmente fa trapelare il  principio generico,del funzionamento della sua ruota.

Questa raffigurazione consiste in un cerchio diviso in sei segmenti. Tre di loro sono a angolo retto colorati di nero, posti a 120 gradi; con  i   rispettivi vertici convergenti al centro tagliati da un profilo curvilineo,  formano uno spazio circolare; dove è introdotto un cerchietto nero di diametro appena inferiore allo stesso spazio centrale; con all’interno un cerchietto bianco e un dischetto nero con un punto bianco al centro;  il quale  presenta tutte le caratteristiche di un oggetto conico rappresentato geometricamente piatto.

Gli altri tre segmenti bianchi che misurano circa 30 gradi, sono soltanto i rispettivi interspazi formati dai tre segmenti neri sullo sfondo.

   

Fig. 3 : la stessa immagine ripulita da sbavature e imperfezioni della rudimentale stampa dell’epoca.

 

Con l’aiuto delle immagini successive cercherò di rappresentare genericamente, l’interpretazione tridimensionale delle raffigurazioni cruciali lasciate da Orffyreus, secondo la mia personale ipotesi in merito al principio propulsivo della sua ruota.

 Naturalmente, al riguardo ogni ricercatore è convinto  della propria teoria. Ma pur avendo opinioni differenti, la visione soggettiva di ogni serio studioso merita un certo rispetto, in quanto da  essa possono sempre emergere nuovi indizi utili, per completare il puzzle.

 Perciò sono favorevole a un dibattito costruttivo senza sarcasmo.

 

Il Maschinen Tractate  

Fig.4

  Il Maschinen Tractate, l’ultimo manoscritto di Orffyreus, contiene un disegno  siglato 137_560      ( Fig.4 ); Il quale ritengo sia  la chiave dell’intero REBUS contenuto nello stesso manoscritto, riguardo al segreto del meccanismo.

Fig. 5 e 6

Dunque, l’immagine tridimensionale 137_560, sopra rappresentata  ( Fig. 5 e  6 ), ci mostra soltanto una ruota cilindrica che assomiglia ad’un tamburo, all’interno ha 12 razze collocate a spirale; Le quali formano uno spazio vuoto al centro, dov’ è  collocato un cilindro con diametro inferiore allo stesso spazio vuoto formato dalle razze.

 

Dal mio punto di vista, orffyreus ci vuole dire, che il principio del suo meccanismo si basa su di una ruota eccentrica. Dove ognuna  delle razze, a turno, scivola sopra il cilindro centrale spostando in orizzontale il baricentro. Però questo schema riguarda solo l’input, cioè  lo spunto iniziale della sua idea, in quanto  se eseguito letteralmente, non funziona.Quindi Orffyreus ha dovuto escogitare una diversa soluzione geometrica, semplice ed elegante, per rendere funzionante tale identico principio.

 

 

L’interpretazione tridimensionale dell’immagine in Apologia Poetica

Fig. 8 e 9

La sintesi della soluzione funzionante ideata da Orffyreus è  criptata nella raffigurazione schematica tratta da Apologia Poetica, appunto. L’ interpretazione tridimensionale in merito alla mia ipotesi,  riguarda un cilindro con all’interno una sequenza di razze accoppiate fra di loro, in modo bi elicoidale, dove ogni coppia forma una cuspide, probabilmente con angolo retto. Tali razze sono più corte del raggio effettivo della ruota, convergono al centro  con le loro estremità sagomate da una curva cicloidale, poggiando sopra ad’un variatore  doppio conico   ( Figure 7, 8  e  9 ).

Essenzialmente un meccanismo del genere, crea una serie di piani inclinati posti in circolo, dove ognuno di essi, a turno, per un breve istante con il peso di tutta la ruota, quando si trova in verticale sopra l’asse centrale, il quale ha la  forma di un doppio cono, vi scivola sopra, variando in orizzontale, la posizione del baricentro della ruota. Concatenando una sequenza ininterrotta di momenti propulsivi per sbilanciamento,  causati dallo spostamento continuo del baricentro, sul lato del verso di rotazione.

In questo semplice meccanismo, entrano in gioco  7  azioni reciproche:    Due spinte assiali, una dalle razze destrorse e l’altra dalle razze sinistrorse;   Le quali due, si uniscono trasformandosi in una terza azione autocentrante, convergente  o  divergente sopra il doppio cono assecondo della  direzione di rotazione data;   La quarta azione, è il prodotto dell’equilibrio instabile causato dal profilo cicloidale di ogni coppia di razze che poggia eccentricamente sopra al profilo variabile del doppio cono, formando i piani inclinati;   La quinta azione, riguarda lo spostamento geometrico del baricentro della ruota in  orizzontale sul lato di rotazione  con relativo sbilanciamento;   La sesta è un ‘azione centripeta, dove il raggio geometrico si contrae sul lato opposto  al verso di rotazione, con recupero;   La settima è un’azione centrifuga in direzione del verso di rotazione,  dove il raggio geometrico si espande, con caduta.

Il suono e L’ondeggiamento risultante dagli scatti di questo tipo di meccanismo, è identico a quello descritto dagli eminenti testimoni storici. Cioè,  produce dei rintocchi felpati, che sembrano quelli di pesi e contrappesi in movimento all’interno, anche se in realtà non c’è nulla del genere.   Infatti,  la testimonianza lasciata dal Professor Gravesande, in sintesi ci dice: <<…si tratta di una ruota cilindrica vuota, una specie di tamburo, molto leggera,in quanto la sua struttura interna  simile ad una intelaiatura, è costituita soltanto da svariate traverse in legno incrociate fra loro e montate in sequenza…>>.

Corrispondenza epistolare fra il Professor Gravesande e Isaac Newton

A sostegno della mia teoria ho rilevato alcuni indizi significativi dalla testimonianza del Professor  Gravesande, l’unico, che in qualche modo riuscì a sbirciare furtivamente, l’interno della ruota. Il quale dopo  l’ispezione, scrisse al suo amico Isaac Newton, disegnando nella stessa lettera, presumo, una raffigurazione dell’interno della ruota, come  era apparsa alla sua frettolosa occhiata. Successivamente Isaac Newton  scrisse una teoria, riportando nella sua stesura, ne deduco, uno schizzo del disegno inviatogli dall’amico Gravesande, per abbinarlo alla spiegazione della sua ipotesi in merito.

Ho estrapolato dallo scritto di Isaac Newton soltanto tale disegno in questione ( Fig. 10 ),  in quanto presenta una sorprendente similitudine con il mio modello.

 

                                                             Fig. 10

Probabilmente il professor Gravesande,con la sua occhiata fugace, non ebbe tempo a sufficienza per comprendere il principio del funzionamento. Ma comunque riuscì ad avere un’immagine complessiva,  in quanto è * l’unico testimone storico che descrive in modo approssimativo l’interno della ruota, inviandone uno schizzo al suo amico Isaac Newton.

Quindi ciò che vide Gravesande, forse doveva assomigliare molto alle  figure 11,  12  e  13.

*Nota per i pedanti- [ Invece, il Principe Karl, patrono di Orffyreus, conosceva bene il meccanismo nei dettagli, ma rispettò sempre il giuramento di segretezza fatto con l’inventore, disse soltanto: <<…..la macchina è così semplice che persino un carpentiere edile potrebbe riprodurre il suo meccanismo dopo averlo visto……>> ] .  In genere il carpentiere edile, usa solo legno ( e chiodi ), come materiale da costruzione, non pannelli di rame , neppure costruisce strutture meccaniche in metallo.      

         

Fig.11

Fig.12

Fig.13     L’accoppiamento bi elicoidale delle razze nella ruota, forma all’incirca un’immagine di questo genere.

<< When my wheel seen sideways or full-face it is as bright as a peacock’s tail >>

                              

  L’eventuale messa in vendita di un rotore come opera d’arte

      Al fine  di reperire fondi per finanziare la mia costosa ricerca condotta in privato,  qualora vi saranno i presupposti,  ho intenzione di porre in vendita come opera d’arte, un rotore , usato in uno dei miei esperimenti.

Si tratta di  un oggetto unico, superbo, con una forma perfettamente circolare,  diametro di52 Cm, finemente realizzato in alta precisione ( materiale Ergal 70-75 ),  come mostrano le immagini.

Il pezzo, in apparenza, potrebbe sembrare soltanto una singolare ruota, ma  osservato nei dettagli, possiede  significative caratteristiche simmetriche, artisticamente notevoli, se comprese.  Infatti le sue componenti  interne susseguendosi in circolo, creano l’effetto sfolgorante di una geometrica    reazione a catena  che fluisce in un meccanico vortice centrale.

Tale creazione, che ho chiamato Twistore,  costituisce un tentativo di  esprimere la tanto cercata soluzione ultima,  in una semplice ed elegante  equazione, fra matematica, geometria e forza di gravità.

Ovviamente, la vendita si riferisce soltanto all’unico pezzo in questione, come opera d’arte; Non riguarda in modo assoluto,  la cessione dell’esclusiva all’eventuale acquirente  dell’idea meccanica che esso rappresenta, la quale rimane all’ideatore.

Il prezzo di vendita è esorbitante, in quanto il ricavato deve  finanziare una ricerca ardua. Potrà essere comunicato in privato, dopo accurate precauzioni su identità,  intenzioni e referenze  di colui che ne fosse veramente interessato.

Aram Rolf 

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